Con la Chiesa nascente e militante

Domenica 3 maggio 2026. Maria assiste alla nascita della Chiesa e, ancora oggi, è il tramite delle intenzioni che ci stanno più a cuore, che per il Papa sono la comunione ecclesiale e la pace nel mondo. Prerequisito della pace sono il rispetto della libertà di espressione, esemplificata dalla stampa, e la tutela degli innocenti 

di Michele Brambilla

Il tempo liturgico di Pasqua, dice Leone XIV nel Regina Coeli del 3 maggio, ci permette di rileggere le parole di Gesù «alla luce della sua passione, morte e risurrezione. Quello che prima ai discepoli sfuggiva o provocava turbamento, ora riaffiora alla memoria, scalda il cuore e dona speranza». Lo vediamo bene nel Vangelo della V domenica di Pasqua (Gv 14,1-12), in cui «ascoltiamo una promessa che ci coinvolge fin da ora nel mistero della sua risurrezione. Gesù dice: “Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi” (Gv 14,3)». 

«Gli Apostoli scoprono così che in Dio c’è posto per ciascuno. Due di loro lo avevano sperimentato sin dal primo incontro con Gesù, presso il fiume Giordano, quando Lui si era accorto che lo seguivano e li aveva invitati a fermarsi quel pomeriggio a casa sua (cfr Gv 1,39)», ma qui il discorso si fa escatologico e non può essere compreso se non alla luce della Pasqua di Cristo, che ha fatto nuove tutte le cose e riaperto agli uomini la strada per il Paradiso. Nel mondo “vecchio”, segnato dal peccato, avanza così il mondo nuovo, inaugurato da Cristo risorto, che, ricorda il Santo Padre, ha anche delle implicazioni sociali. 

Infatti, «nel mondo vecchio in cui ancora siamo in cammino, ad attirare l’attenzione sono i luoghi esclusivi, le esperienze alla portata di pochi, il privilegio di entrare dove nessun altro può. Invece, nel mondo nuovo in cui il Risorto ci porta, ciò che vale di più è alla portata di tutti. Ma non per questo perde attrattiva. Al contrario, ciò che è aperto a tutti ora dà gioia: la gratitudine prende il posto della competizione; l’accoglienza cancella l’esclusione; l’abbondanza non comporta più diseguaglianza. Soprattutto, nessuno è confuso con qualcun altro, nessuno è perduto. La morte minaccia di cancellare il nome e la memoria, ma in Dio ognuno è finalmente sé stesso».

Il Pontefice ribadisce che «ognuno ha già valore infinito nel mistero di Dio, che è la vera realtà. Amandoci l’un l’altro come Gesù ci ha amato, ci doniamo questa consapevolezza. È il comandamento nuovo: anticipiamo così il cielo sulla terra, riveliamo a tutti che la fraternità e la pace sono il nostro destino. Nell’amore, infatti, in mezzo a una moltitudine di fratelli ognuno scopre di essere unico», cioè di avere una dignità incommensurabile, che non può essere in alcun modo calpestata. 

Con il mese di maggio, tradizionalmente dedicato alla Madonna, «in tutta la Chiesa si rinnova la gioia di ritrovarsi nel nome di Maria nostra Madre, specialmente a pregare insieme il Rosario. Si rivive l’esperienza di quei giorni, tra l’Ascensione di Gesù e la Pentecoste, quando i discepoli si ritrovavano nel Cenacolo a invocare lo Spirito Santo: Maria Santissima era in mezzo a loro e il suo cuore custodiva il fuoco che animava la preghiera di tutti», pertanto «vi affido le mie intenzioni, in particolare per la comunione nella Chiesa e la pace nel mondo».

Significative le parole spese dal Papa anche per «la Giornata mondiale della libertà di stampa, patrocinata dall’UNESCO. Purtroppo questo diritto è spesso violato, in modo a volte flagrante, a volte nascosto. Ricordiamo i numerosi giornalisti e reporter vittime delle guerre e della violenza». Altrettanto accorato l’indirizzo di saluto all’Associazione Meter di don Fortunato Di Noto, «che da trent’anni si impegna per difendere i minori dalla piaga degli abusi, coinvolgendo la comunità ecclesiale e quella civile, educando a stare vicino alle vittime e a fare prevenzione. Grazie per il vostro servizio» a tutta la Chiesa e alla società civile. La tutela della libertà e della dignità della persona è, infatti, un prerequisito necessario per una pace autentica e duratura.

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