Venerdì, 24 aprile 2026

In quel tempo, i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno». Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.   (Gv 6,52-59)


“La mia carne è vero cibo”. Le parole di Nostro Signore Gesù Cristo che superano la capacità di comprensione dell’intelletto, pur sempre limitate di fronte ai mirabilia Dei, si avverano sorprendentemente nei miracoli eucaristici, alcuni dei quali avvenuti recentissimamente. È noto il libro del dottor Serafini: Un cardiologo visita Gesù (2023). Con la competenza della sua professionalità e l’oggettività di un uomo di scienza, sine ira et sine studio, ha studiato attentamente le relazioni delle varie commissioni scientifiche istituite dalle autorità ecclesiastiche per studiare i frammenti di ostie consacrate, meravigliosamente trasformatesi “in altro”. I risultati sono stati straordinari e convergenti: porzioni di ostie consacrate sono “diventate” – così sono state diagnosticate da sofisticati strumenti di ricerca – tessuto del ventricolo sinistro del miocardio di un uomo adulto, ancora palpitante, nel quale si concentrano leucociti, i quali appaiono in situazione di forte stress e trauma, come percosse e agonia precedente la morte. Il gruppo sanguigno è sempre AB, il più raro, ma compatibile con tutti gli altri. La mappa del Dna, però, non è completamente definita: il Mistero supera sempre l’intelligenza umana che mai potrà “catturare” Dio fatto uomo per la nostra salvezza. Di fronte a queste notizie come rimanere indifferenti di fronte al Sacramento dell’Eucaristia? Nel riceverlo con devozione e santo timor di Dio si compie quella miracolosa trasformazione per cui non è il Cibo a essere mutato nelle sostanze del corpo ma è l’anima a essere assimilata a quel Cibo. San Tommaso d’Aquino insegna: «Il vero effetto dell’Eucaristia è la trasformazione dell’uomo in Cristo. La partecipazione al corpo e al sangue di Cristo non fa altro che cambiarci in ciò che riceviamo». Graziosissimo è l’esempio usato da San Francesco di Sales: «Comunicati sovente, o Filotea, e credi a me: come le lepri diventano bianche d’inverno perché non mangiano altro che neve, così a forza di adorare e mangiare la bellezza, la bontà e la purezza medesima in questo divin sacramento, diventerai tu pure tutta bella, tutta buona, tutta pura!»

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