Il pensiero del giorno

Storia della Cristianità occidentale

Cari amici, vi proponiamo un testo di storia che uscirà tra pochi giorni, a cui abbiamo partecipato con diversi contributi. La Storia è maestra di vita e un buon testo significa una buona interpretazione della nostra vicenda umana guidata dalla Provvidenza di Dio. Potete ordinare il libro presso il sito dell’editore https://www.dettoriseditori.it/bookstore/

 

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Domenica 15 maggio ore 16,15

Annunciamo a tutti i nostri amici che

DOMENICA 15 MAGGIO ALLE ORE 16,15

a Bagnone, presso il Teatro Comunale “A. Quartieri” si svolgerà un incontro sul tema

LA RESURREZIONE DI GESU’ DI NAZARETH. Solo mistero di fede o fatto storico?

Relatori: don Giovanni Poggiali e don Lorenzo Piagneri.

 

 

 

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Mercoledì 27 aprile ore 21 su Radio Maria

Cari amici,

questa sera su Radio Maria andrà in onda la nostra trasmissione mensile sugli Esercizi Spirituali di Sant’Ignazio.

Il tema: «Ignazio di Loyola e il ’500, secolo della Riforma Cattolica».

 

Giornata Biblica domenica 24 aprile ore 15

A tutti i nostri amici.

Vi aspettiamo domenica prossima 24 aprile, Divina Misericordia, per la Giornata Biblica al Villaggio del Fanciullo alle ore 15.

Ci sarà la lectio divina sulla Parola di Dio, l’Adorazione eucaristica alle 17, la s. Messa alle 18 e la possibilità di confessarsi e di parlare con un sacerdote.

Buona Ottava di Pasqua!

Vescovo cattolico di Kharkiv ad ACS: «È importante pregare e sopravvivere per aiutare le persone sole»

Di seguito un comunicato stampa della fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre – Italia. Per qualsiasi informazione e comunicazione riguardante ACS è possibile contattare il Direttore Alessandro Monteduro ai seguenti recapiti: email am@acs-italia.org – mobile: 3346911193.
 Vescovo cattolico di Kharkiv ad ACS: «È importante pregare e sopravvivere per aiutare le persone sole» 

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Kharkiv è una delle città ucraine maggiormente colpite. Molti edifici e appartamenti sono stati danneggiati o distrutti. Nella prima settimana di guerra, un missile ha colpito la casa vescovile nella diocesi cattolica romana di Kharkiv-Zaporizhzhia. Nonostante il pericolo il vescovo Pavlo Honcharuk resta con il suo popolo. Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) ha inviato un sussidio di emergenza per la diocesi, affinché possa far fronte alle necessità quotidiane – gas, luce, acqua, carburante e cibo – e aiutare altre persone.

Eccellenza, lei è a Kharkiv, una città diventata famosa a livello internazionale per la sofferenza della sua gente. Come state? 
Siamo sopravvissuti un’altra notte. Siamo vivi e in buona salute. Ogni giorno le persone vengono alla ricerca di un modo per abbandonare la città. Ci sono sparatorie continue, le finestre tremano come se i vetri stessero per cadere. Ci siamo abituati a un tale rumore. Ci si sente persino sospettosi quando la situazione è tranquilla, cioè quando non sappiamo cosa stia succedendo. 

Come stanne le persone a Kharkiv?Sono seduti in bunker e rifugi sotterranei. È davvero pericoloso. Visitiamo regolarmente le persone nella stazione della metropolitana, dove vivono e dormono sui binari e nelle carrozze. Preghiamo lì insieme ad altri, cattolici e ortodossi insieme. Stiamo ricevendo aiuti umanitari – medicine, cibo, pannolini e così via – che ci stanno arrivando dall’Ucraina occidentale. Tutto arriva in piccoli autobus o automobili, che sono abbastanza poco appariscenti e riescono a cavarsela meglio. I grandi camion non possono attraversare le strade e i camionisti hanno paura di venire nell’Ucraina orientale.

Gli ospedali sono aperti?
Gli ospedali stanno lavorando. Visitiamo regolarmente i malati. Ieri siamo riusciti a consegnare prodotti sanitari all’ospedale psichiatrico, dove le persone sono state senza prodotti per l’igiene per diversi giorni. Il direttore ci ha ringraziato con le lacrime agli occhi. Questa è ora la nostra missione. Un problema condiviso è un problema dimezzato. Organizziamo aiuto dove possiamo. Molti sostegni stanno arrivando dall’Ucraina occidentale, e attraverso il confine polacco da tutta Europa. Questa è una bella dimostrazione di solidarietà.

Ora c’è un grande esodo. Vediamo le immagini di un gran numero di persone che lasciano la città. Qual è la situazione?
Ho visitato la stazione dove si svolgono scene molto commoventi che mi hanno toccato profondamente. Dal momento che nessun uomo tra i 18 ei 60 anni può lasciare il Paese, i padri salutano mogli e figli, non sapendo quando o se si rivedranno mai più. Prima della guerra molti genitori lavoravano in Occidente e lasciavano i figli ai nonni. Ieri un’altra madre è venuta dalla Polonia e ha preso i suoi due figli. È venuta in autobus con beni di prima necessità. I nonni non volevano andare con lei. La separazione è stata dolorosa. Vedo molti traumi nelle persone, nei loro occhi, nei loro volti. I bambini in particolare ne subiranno le conseguenze in seguito. Ci saranno sicuramente malattie psichiatriche dopo la guerra. 

Com’è la pastorale in una situazione così critica? Si può parlare di pastorale?
Non nel senso che conoscevamo, ovviamente. Ma la gente vuole ancora confessarsi. In questo momento è importante pregare e sopravvivere per aiutare quelle persone che sono sole e non hanno nessun altro che le aiuti. C’è tanto bisogno, non solo di cose materiali, ma anche di bontà, di calore umano, di una parola gentile, di un abbraccio, di una telefonata… Così testimoniamo la presenza di Dio, il fatto che Lui è con noi. Questo è un modo per trasmettere il Vangelo. Questa è la nostra pastorale oggi. Ci sono tanti testimoni dell’amore. Qui stanno succedendo davvero tante cose molto belle.