Domenica 30 agosto 2026. L’annuncio della Passione spaventa i discepoli, che per troppo affetto cercano di distogliere Gesù dal cammino verso la sua Pasqua. Le nostre croci sono certamente delle prove che ci confondono e rattristano, ma anche in quei momenti bisogna avere l’umiltà di ascoltare il Signore
di Michele Brambilla
Dopo aver presieduto, il 29 agosto, la processione della Madonna del lago, il cui santuario rientra nella parrocchia di Castel Gandolfo, è sempre dalla residenza estiva che Leone XIV recita l’Angelus del 30 agosto, incentrato su «Gesù che svela ai discepoli il Mistero della sua Pasqua imminente: il Messia – dice – dovrà “andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno” (Mt 16,21)».
Un destino tanto violento e, apparentemente, inglorioso sconcerta i discepoli. «In particolare, Pietro», sospinto anche da zelo religioso, «manifesta il suo dissenso e rimprovera Gesù, dicendogli: “Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai”». Il Papa sottolinea il fatto che Pietro non parli con spirito ribelle nei confronti di Cristo, ma per sincero affetto nei suoi confronti: nessuno di noi desidera il male delle persone amate e cerchiamo il più possibile di evitarglielo. Ma nelle parole di Pietro c’è anche dell’altro: «Sembra dirgli: “sì, credo che tu sei il Messia, ma non è così che si salva il mondo”». «Anche per noi, infatti, non è sempre facile capire e accettare le vie di Dio, specialmente quando sono molto lontane dalle nostre. Allora la tentazione è di pensare, contro ogni logica di fede, che sia il Signore a sbagliare, o peggio ancora a non ascoltarci o a non interessarsi di noi», invece è proprio ribaltando la nostra concezione di Dio che Gesù si rivela davvero Colui di cui avevamo bisogno per fare realmente nuove tutte le cose.
Dall’atteggiamento di san Pietro possiamo trarre due insegnamenti: il primo è quello «di non interrompere mai», neppure nei momenti bui, «il dialogo con il Signore». Gesù aspetta solo di essere interrogato e prende sul serio tutte le domande dell’uomo. La seconda lezione da imparare è quella di «non giudicare mai l’operare di Dio», come se fosse Lui a dover rendere conto a noi: piuttosto, mettiamoci «in ascolto, con umiltà, nella preghiera, di ciò che ci sta rivelando attraverso il suo agire, anche quando non corrisponde alle nostre attese. E la grandezza del Primo degli Apostoli si manifesta anche in questo», dato che accolse umilmente il rimprovero del Signore e si rimise alla sua sequela «fino al martirio». Impariamo, quindi, da Pietro la misura del vero discepolo, affiancandogli l’esempio ancora più efficace della Madonna, «che è stata obbediente ai disegni di Dio fin sotto la Croce del suo Figlio Gesù».
Il mondo, purtroppo, è pieno di croci: il Papa è l’unico a denunciare il «massacro perpetrato a Kenscoff», ad Haiti, «nel quale hanno perso la vita numerose persone mentre altre» sono state rapite. Il Pontefice chiede l’immediata liberazione degli ostaggi e che si possa presto garantire «la sicurezza della popolazione e porre fine a ogni forma di violenza» sull’isola caraibica.
L’altra grande tragedia della settimana è la terribile alluvione in Nepal e Tibet: «Preghiamo per chi ha perso la vita, per i feriti e i dispersi, per le famiglie, per i soccorritori. Possa la sollecitudine di tutti contribuire ad alleviare le sofferenze e a recare gli aiuti necessari alla popolazione».
Leone XIV cita sant’Agostino, per il quale «“la pace […] è simile al pane del miracolo che cresceva nelle mani dei discepoli mentre lo spezzavano e lo distribuivano” (Sermo 357, 2)». La Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato (1° settembre) si celebra proprio «affinché ciò che è stato usato per portare distruzione possa invece essere orientato alla vita. Invito tutti a unirsi, in preghiera e azione, affinché possiamo farci canali di acqua viva della pace di Dio», aggiunge il Santo Padre in lingua inglese, citando il suo messaggio per la ricorrenza, in occasione della quale celebrerà nuovamente Messa nel Borgo “Laudato sì” a Castel Gandolfo.