In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli». (Gv 15,1-8)
Il 23 luglio la Chiesa celebra la festa di Santa Brigida di Svezia, compatrona d’Europa, con Caterina da Siena e Santa Teresa Benedetta della Croce. Il Santo Vangelo riporta la celebre allegoria della vite e dei tralci attraverso la quale Nostro Signore ci insegna che la fecondità della nostra vita è direttamente proporzionata alla nostra adesione di fede e di carità a Lui. Tanti sono i frutti di santità che possiamo produrre se rimaniamo uniti a Lui nelle alterne vicende della vita! Questi frutti sono le virtù che acquisiamo e conserviamo, i successi nell’apostolato, la sopportazione del male. La santità risplende nell’esistenza di Brigida, la cui vita non è molta conosciuta. Era una donna di nobile famiglia che nel XIV secolo viveva alla corte del re di Svezia e che, desiderosa di mete spirituali sempre più alte, diventò anche terziaria francescana. Dopo la morte del marito, intraprese una vita di penitenza e si fece pellegrina in Terra Santa e a Roma. Dio l’arricchì anche di carismi straordinari perché potesse penetrare nel Mistero della sua Passione. Per lei la Madonna è Corredentrice. C’è un tratto tipicamente laicale della sua santità: la capacità di creare una famiglia profondamente cristiana. Di lei disse Benedetto XVI: «Non poche volte, proprio come è avvenuto nella vita di santa Brigida e di Ulf [il marito], è proprio la donna che con la sua sensibilità religiosa, con la delicatezza e la dolcezza che le sono innate, riesce a plasmare la personalità del marito e ad esserne, in un certo senso, la principale educatrice alla fede. Penso con riconoscenza a tante donne che, giorno dopo giorno, ancor oggi illuminano le proprie famiglie con la loro testimonianza di vita cristiana. Possa lo Spirito del Signore suscitare anche oggi la santità degli sposi cristiani per mostrare al mondo la bellezza del matrimonio vissuto secondo i valori del Vangelo: l’amore, la tenerezza, l’aiuto reciproco, la fecondità nella generazione e nell’educazione dei figli, l’apertura e la solidarietà con il mondo, la partecipazione alla vita della comunità ecclesiale».