Sabato, 9 maggio 2026

Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato” (Gv 15,18-21).


L’intimo rapporto di amore fra Gesù e i suoi discepoli, è capace di unificarli come comunità e di renderli attrattivi nei confronti del mondo (cfr. At 2,42-48; 4,32s). Ma il Salvatore dice chiaramente agli stessi discepoli di non cullare facili sogni di gloria. Infatti c’è inevitabilmente una parte di mondo, per la quale egli stesso non prega poiché lo rifiuta (Gv 17,9.25) ed è pronta all’attacco e alla persecuzione contro di lui e i suoi amici. Con questo avvertimento, il Salvatore desidera fortificare i sui amici a resistere, sorretti dall’amore verso di lui che si presenta sempre come il modello da seguire. Esiste un mondo che rifiuta di conoscere Dio ed è quello che per primo ha scagliato il suo odio contro il Figlio suo. Quello stesso mondo perdura nello scorrere del tempo e scarica il suo odio contro Dio, sugli amici del Figlio suo che, con il sacrifico dell’Amore sulla Croce, ha innalzato per sempre l’Amore stesso che è vita contro la morte, la quale non avrà più l’ultima parola.
Noi, discepoli e amici di Gesù, dobbiamo tenere bene a mente e rammentare a tutti che le varie forme di persecuzione, di cui siamo fatti segno nella storia, sono la cartina al tornasole della nostra somiglianza e fedeltà al Signore che ci ha scelti e liberati dai suoi irriducibili colpevoli nemici.  Questi non si rassegnano a vederci nella schiera vittoriosa degli eletti con Cristo, il Capo, il Re della nuova umanità, del popolo della Nuova ed eterna Alleanza che tende a raccogliere tutti i figli di Dio dispersi. I nostri nemici, già sconfitti per sempre, presumono intimorirci innescando ogni sorta di cattiveria e di aggressione contro di noi: è la persecuzione. Ma noi sappiamo che è motivo di amore, di onore e di vittoria soffrire, ossia portare la nostra croce quotidiana, con e per Gesù: “Un servo non è più grande del suo padrone Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra”. Come insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica, il cristiano ha il duplice compito di vivere e testimoniare la fede grazie alla virtù della fortezza. “Il discepolo di Cristo non deve soltanto custodire la fede e vivere di essa, ma anche professarla, darne testimonianza con franchezza e diffonderla: « Devono tutti essere pronti a confessare Cristo davanti agli uomini, e a seguirlo sulla via della croce attraverso le persecuzioni, che non mancano mai alla Chiesa » (CCC 1916). Il servizio e la testimonianza della fede sono indispensabili per la salvezza: «Chi […] mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli » (Mt 10,32-33)” [CCC Ibidem ].La virtù della fortezza rende capace il cristiano di «(…) vincere la paura, perfino della morte e di affrontare la prova e le persecuzioni. Dà il coraggio di giungere fino alla rinuncia e al sacrificio della propria vita per difendere una giusta causa. “mia forza e mio canto è il Signore” (Sal 118,14). Voi avrete tribolazioni nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo (Gv 16,33)”» [CCC 1808]. 

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