In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profumati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà». (Mt 6,1-6.16-18)
Nostro Signore non si limita a raccomandare la pratica religiosa dell’elemosina, della preghiera e del digiuno, pilastri della pietà giudaica, ma richiede una giusta disposizione interiore che scacci ogni ricerca di gratificazione derivante dall’approvazione degli altri o dal timore del biasimo altrui. Essere e non apparire! Il beato cardinal Von Galen, il “leone di Münster” che resistette eroicamente al Nazionalsocialismo, aveva scelto come motto episcopale queste parole “nec laudibus nec timore”. Altrimenti, si cade in un gravissimo peccato, l’ipocrisia che strumentalizza il bene per fare il male, ossia ottenere un vantaggio personale. Ci sia di aiuto uno dei piacevoli racconti dei Padri del Deserto. «Si racconta che l’anziano Abba Zenone camminasse nel deserto insieme a un discepolo. Passò un gruppo di pellegrini che, riconoscendo il santo vecchio, iniziarono a lodarlo ad alta voce, dicendo: “Guarda quel santo uomo, come digiuna, come prega, è un vero angelo di Dio!”. L’anziano passò oltre in silenzio, senza fare una piega. Poco dopo, entrarono in un villaggio e alcune persone ignoranti, scambiandoli per vagabondi, iniziarono a insultarli e a gridare contro di loro. Zenone rimase ugualmente calmo e sereno. Il discepolo, confuso, gli chiese: “Padre, come fai a non esaltarti quando ti lodano e a non arrabbiarti quando ti insultano?”. Abba Zenone rispose: “Fratello mio, vedi queste pietre nel deserto? Se tu le lodi, diventano forse più grandi o più belle? E se le insulti, si rimpiccioliscono o si spaccano?”. “No, Padre”, rispose il discepolo. E l’anziano concluse: “Anche tu devi essere come una pietra. L’ipocrita cambia colore a seconda di come soffia il vento delle lodi umane. Chi invece vive davanti a Dio solo, non si cura né degli applausi né degli insulti, perché sa che solo lo sguardo del Padre descrive chi è veramente”».