In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà» (Gv 16, 12-15)
Il mistero della Trinità viene spesso definito “Il Mistero impossibile”. La mente umana non poteva arrivare a simili grandezze. Dio sa cosa vuol dire amare il prossimo. Non è un solista che se ne sta immobile nelle sue alte sfere. Vive squisitamente l’amore per il prossimo, in un interscambio perfetto, per cui da tre persone appare un solo Dio come una santa famiglia o una bella squadra di amici appaiono una cosa sola. Quanti volontari operano nella Chiesa cattolica in grande nascondimento. Li vede solo il nostro Signore eterno. Guardano al Figlio, lo ascoltano nello Spirito Santo e così sono figli amati del Padre. Soltanto nell’adorazione – come può l’infinito diventare un pezzo di pane e un sorso di vino, il nulla entra a contatto con il tutto – la persona umana con i suoi limiti sfiora il mistero di Dio.
“Ti benedico o padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenute nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate hai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te” (Mt 11, 25-26). Nella schiera di coloro che vivono la pentecoste quotidianamente vi sono degli autentici dottori della piccolezza. Donami Padre il tuo spirito perché ci vuole un po’ di anima in più, altrimenti provo a combinare qualcosa di buono, raccolgo poco, mangio pane di sudore e mi ritrovo stanco e affaticato. La preghiera di adorazione diventa il momento privilegiato delle ineffabili confidenze divine. L’umiltà è l’unico recipiente adeguatamente voluminoso per contenere l’infinito.
Dio non è calcolabile, è superiore alla mente umana, ma giorno per giorno si avvicina rendendo la nostra vita “un’eterna scoperta”. Dello Spirito Santo si dice: “E’ colui che vi guiderà alla verità tutta intera”. Non è posta nelle nostre mani definitivamente compiuta, ci è data giorno per giorno. Alla sera soffermandoci nel ringraziamento, l’esame di coscienza non è altro che il canto delle meraviglie che Dio ha operato nella giornata. Possiamo stare tranquilli e riposarci nella fedeltà di Dio che ogni giorno opera un’aggiunta di verità. Per cui: non temere il futuro, porta sicuramente Grazie Divine per una vita abbondante. Certamente, per essere accompagnati in questo percorso, è prioritario che il discepolo sia preparato ad un costante percorso….sulle ginocchia.