Giovedì, 22 ottobre 2026

Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera” (Lc 12 49-53).


Nella Bibbia il fuoco è il segno della santità e della maestà di Dio che appare a Mosé nel roveto ardente (Es 3,1-6), è presente nella colonna di fuoco che illumina il popolo nel deserto durante la notte (Es 13,21-22) e sul monte Sinai avvolto dalle fiamme (Es 19,18). Dio si serve del fuoco per eliminare il male, l’ingiustizia e il peccato di Sodoma e Gomorra (cfr. Es 19). Ma il fuoco è impiegato anche per purificare il credente ed espiarne i peccati (cfr Is 6,4-7). Il profeta Geremia paragona al fuoco ardente il suo fervore interiore, l’ardore della fede e la forza travolgente della Parola di Dio che si ritrova dentro nelle sue ossa (cfr. Ger 20,9; 23,29). Giovanni Battista, predicando la penitenza, battezza con l’acqua del fiume Giordano le folle che accorrono a lui e proclama che in mezzo a loro c’è già colui che battezzerà in Spirito Santo e fuoco (Lc 3,16). Questo fuoco è la potenza dell’Amore di Dio, lo Spirito Santo che Gesù viene a portare sulla terra e che desidera riversare al più presto totalmente nei cuori degli uomini e delle donne, come effettivamente farà spirando sulla croce: “Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!”. Da ora in poi lo Spirito Santo, promesso ed effuso da Gesù nel contesto del mistero pasquale, della sua morte e risurrezione, comprendiamo chiaramente che è il fuoco dell’Amore di Dio che, già sotto forme di lingue di fuoco a Pentecoste si posa sul Maria e gli apostoli riuniti in preghiera nel Cenacolo. È lo Spirito Santo che continua ad agire in modo speciale nei credenti in Cristo, ossia nei cattolici, per la conversione e la salvezza di tutti con la potenza dei suoi sette doni: Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà, Timor di Dio.
Comincia così la vita nello Spirito che ha le caratteristiche di una vera e propria battaglia all’insegna della verità e dell’amore in cui si svelano i pensieri più profondi dei cuori nella drammaticità delle libere scelte di ognuno, già nel seno della famiglia di appartenenza.  “Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione.D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera”. Con queste sue parole, Gesù ci induce a prendere felicemente e provvidenzialmente sempre rinnovata coscienza e consapevolezza della sua identità di Figlio di Dio e unico Salvatore, fondamento della vera pace in tutti gli ambiti della vita.
Pertanto tralasciamo la fantasiosa chimera che ancora presume presentare Gesù con una sua immagine irreale patinata di amichevolismo insignificante e senza attrattiva per la vera fede in lui, come denunciato puntualmente anche da chi accoglie la grazia della conversione nel corso della fredda modernità. Giustamente noi ci riappropriamo della vera fede e dell’amore in Cristo Nostro Signore com’è vissuta nell’afflato sempre attuale e fecondo della spiritualità cristiana: “Il tuo Dio aveva forse bisogno di soffrire e morire per te? Chi dunque l’obbligò a farlo? L’amore. Ti amò e morì per te. Tu dici a lui: mio Dio, ti amo; e non sai neppure vivere per lui!… E tuttavia hai bisogno di vivere per lui: questo è il tuo dovere. Se tu comprendessi il Crocifisso! Se sapessi che significato hanno, ai piedi di una croce, queste parole: amare, darsi, prodigarsi, sacrificarsi!… Mettiti dunque una buona volta ai piedi del tuo Crocifisso e, a Colui che visse e morì per te, chiedi di saper vivere per lui. Vivere per lui, vale a dire darti, prodigarti, sacrificarti, il che in una sola parola significa amare. Ai piedi della croce impara ad essere cristiano” (dom Pollien).

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