In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: “La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?”. Risposero: “Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti”. Disse loro: “Ma voi, chi dite che io sia?”. Rispose Simon Pietro: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. E Gesù gli disse: “Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”. Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo. (Mt 16, 13-20)
Cesarea di Filippo era una città situata a nord della Palestina che era stata ingrandita e abbellita da uno dei figli di Erode il grande, Filippo al quale era stato dato il titolo di tetrarca e sovranità su una parte del regno del padre. In questa città, dove abitavano molti pagani, vi erano delle grotte naturali che si pensava che fossero in comunicazione con il mondo degli dei degli inferi. Questo dettaglio spiega, dunque, le parole di Gesù “le porte degli inferi non prevarranno”. Questo episodio del Vangelo, ambientato dunque in questo luogo, è importantissimo perché salda la cristologia all’ecclesiologia. Dalla purezza della fede in Nostro Signore Gesù e nell’adesione alla sua Rivelazione nasce la Chiesa, chiamata a custodirla, a trasmetterla, a comprenderla sempre meglio sotto l’ispirazione dello Spirito Santo. Cristo, sì, Chiesa, no! Lo slogan sessantottino è in totale contraddizione con le parole del Signore. La Chiesa è una società, per volere del Fondatore, gerarchicamente ordinata in cui la pienezza dell’autorità è affidata a Pietro e ai suoi successori, i Romani Pontefici. L’adesione al Magistero ordinario e straordinario del Papa è dunque parte integrante della vita dei credenti, secondo quelle regole di interpretazione che la Chiesa stessa ha stabilito. Quante persecuzioni esterne ed interne ha subito e subisce la Chiesa! Anche quando essa sembra soccombere alle potenze del male, la promessa di Cristo rimane indefettibile ed essa si rialza più forte e più santa. È noto l’aneddoto del cardinale Consalvi, segretario di stato del Papa Pio VII che al generale francese Radet incaricato di deportare il Pontefice e che aveva comunicato l’intenzione dell’Imperatore Napoleone Bonaparte di distruggere la Chiesa, rispose con tranquillità: «Riferisca a Sua Maestà che in diciassette secoli non ci siamo riusciti noi preti e, pertanto, neppure l’Imperatore ci riuscirà». Nelle parole di Consalvi scorgiamo pure la grandezza della missione laicale: all’infedeltà, soprattutto dottrinale, dei chierici, supplisce il sensus communis dei fedeli laici che intuiscono la verità e sanno difenderla coraggiosamente.