In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”. L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”. Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”. Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce». (Lc 16,1-8)
Le parabole di Nostro Signore raccontano, a volte, storie paradossali non per chiedere di imitare ciò che contengono, in questo caso la disonestà dell’amministratore astuto, ma per condurre progressivamente gli ascoltatori all’ammonimento finale. In questo caso, com’è evidente, il contenuto dell’insegnamento del Signore è l’acquisizione di una “santa furbizia” per combattere il male e far avanzare il Regno sociale di Cristo. Il quadro presentato dal Signore nella gnome finale non è per nulla “buonista” o “irenico”: c’è una lotta incessante tra i figli di questo mondo, che, con terminologia a noi più consona, possiamo definire i rivoluzionari e i “figli della luce”, ossia i controrivoluzionari. Alleanza Cattolica ha riflettuto su questo argomento giungendo alla conclusione che i cattolici devono possedere la capacità di penetrare le intenzioni dell’avversario, anticiparne le mosse, organizzarvisi contro in modo sagace ed essere tatticamente intelligenti per difendere la Chiesa e la civiltà cristiana. Plinio Correa de Oliveira, il grande maestro del pensiero controrivoluzionario, nel suo celebre scritto In difesa dell’Azione Cattolica (1943) richiede ai cattolici proprio quest’astuzia evangelica, declinata come prudenza contro il candore cieco, bontà e vigilanza, capacità di smascherare l’inganno, mente penetrante e agile, capace di non farsi ingannare dalle circostanze o dalle astuzie della Rivoluzione. D’altra prospettiva, il gesuita Giancarlo Pani commenta la parabola dichiarando che «nel mondo siamo tutti come quell’amministratore fallito che ha davanti a sé il licenziamento. Il Signore sta per chiamarci a rendere conto della nostra vita. Chi può dire di avere la coscienza a posto? E allora, nel tempo che ancora rimane, perché non diventare furbi, generosi, dato che «la carità copre una moltitudine di peccati» (1 Pt 4,8)?» nella speranza di giungere a quella meta cui Dio ci chiama: che è la generosità gratuita, il cuore grande, la cui misura è quella di non avere misure, come è appunto quella del Padre che è nei cieli.