Lunedì, 24 agosto 2026

Il giorno dopo Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo e gli disse: “Seguimi!”. Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro. Filippo trovò Natanaele e gli disse: “Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret”. Natanaele gli disse: “Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?”. Filippo gli rispose: “Vieni e vedi”. Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: “Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità”. Natanaele gli domandò: “Come mi conosci?”. Gli rispose Gesù: “Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi”. Gli replicò Natanaele: “Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!”. Gli rispose Gesù: “Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!”. Poi gli disse: “In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo” (Gv 1, 45-51).


Chi conosce la storia della Chiesa, sia pure nella lineare ma efficace semplicità della sua esposizione catechistica, sa che Natanaele di Cana di Galilea è designato con il suo patronimico o cognome, Bartolomeo, ossia il figlio di Tolomeo (cfr. anche Mt 10,2-4; Mc 3,14-19; Lc 8,14-16; Gv 21,2; At 1,13). Gesù, seguito da Giovanni e Andrea, annovera Simone che chiamerà Pietro nella cerchia di quelli che saranno i suoi dodici discepoli. Successivamente chiama Filippo e tutti gli altri. Fra questi troviamo Natanaèle Bartolomeo. Informato da Filippo della presenza di colui di cui avevano scritto Mosè nella Legge e i Profeti, Gesù, il Figlio di Giuseppe, di Nazareth, Bartolomeo è un vero Israelita in cui non c’è falsità secondo l’immediata e solenne affermazione di Gesù appena se lo vede venire incontro. Infatti egli che sedeva prima sotto l’albero di fichi, condizione di pace riservata da Dio al suo popolo fedele dopo ogni vittoria sui nemici (cfr, Mi 4,4; Zc 3,10; 1Re 5,5;1 Mc 14,12), a differenza di tanti altri, appena vede e ascolta Gesù di Nazareth, lo riconosce per quello che è senza alcuna esitazione di arbitraria critica: “Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!”. Quest’uomo sincero, capace di passare dall’iniziale scetticismo, più o meno ammissibile, all’ovvietà della fede nel Figlio di Dio che gli parla, avrà la grazia di gustare pienamente l’esperienza della fede nel Salvatore che colma la distanza fra la terra e il cielo, fra gli uomini e Dio, secondo la prefigurazione degli angeli (Gn 28,12-22) che da qui a poco potranno celebrarla ed esaltarla appena compiuta dal figlio dell’uomo, salendo e scendendo su di lui, la vera scala che realizza la piena e definitiva comunione di Dio con il suo popolo: “In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo”.Dalle fonti che parlano di San Bartolomeo sappiamo che esercitò la sua missione in varie regioni del Medio Oriente compiendo frequenti miracoli, favorendo la conversione del popolo dal paganesimo e ottenendo come, come preannunciato dal Salvatore ai discepoli, l’odio e la persecuzione dei potenti che decretano la sua eliminazione scorticandolo vivo, secondo il costume penale persiano, e troncandogli la testa.Ora, dopo tante vicissitudini per mare e per terra, il corpo di San Bartolomeo Apostolo riposa a Roma nella Basilica omonima sull’isola Tiberina. Sarà certamente motivo di indubbia utilità culturale e spirituale la visita, nel Duomo di Milano, alla famosa statua di S. Bartolomeo scorticato, scolpita nel 1562 da Marco d’Agrate. Il santo è rappresentato in piedi con la sua stessa pelle usata come un mantello sulle spalle, mostrando muscoli e nervi con precisione anatomica. Ma la migliore rappresentazione resta pur sempre quella scolpita dal divino artista che lo ritrae nella sua sincera ricerca della verità, pronto a liberarsi da ogni e qualsiasi pregiudizio appena trovata.Attorno a noi dilaga il sistema della menzogna sull’uomo e sulla storia. Ispirati e aiutati dal nostro Santo, ci sentiamo sempre più impegnati nella fede in Cristo e a cercare onestamente la verità dei fatti alla luce della verità sulla vita, sulla famiglia e sulla civiltà autenticamente umana, ossia cristiana, senza soccombere alle pressioni di chi vorrebbe affossarci nel pantano dell’indifferenza e del moderatismo tipico di chi ancora non si apre alla pace della comunione con Dio donata dal Sacro Cuore di Gesù o non si decide ad impegnarsi nell’edificazione del suo regno di grazia e di verità.

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