Martedì, 21 luglio 2026

In quel tempo, mentre Gesù parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli. Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti». Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre». (Mt 12,46-50)


Questo testo del Vangelo può suscitare inizialmente un certo disagio: amiamo tanto i nostri familiari e queste parole di Gesù nei confronti della sua famiglia d’origine (i cugini sono definiti, com’era in uso presso i suoi contemporanei, “fratelli”) e le parole del Signore sembrerebbero sottovalutare questi legami. Effettivamente, secondo alcuni esegeti, già durante la missione pubblica del Signore, si costituirono gruppi antagonisti tra i suoi discepoli: quelli da Lui personalmente convocati e i suoi parenti di Nazareth che accampavano diritti di maggiore predilezione. Nostro Signore, però, ci eleva da visioni troppe umane e ci invita a vedere le situazioni della vita da una prospettiva più alta e nobile: l’appartenenza a ogni tipo di comunità è buona nella misura in cui si compie la volontà del Padre che, è, poi la sequela Christi per conformarci a Lui, e la nostra santificazione. Che grande gioia quando una famiglia è unita non solo dai legami di sangue ma anche da quelli più potenti della fede! Inoltre, in questo brano, come Sant’Agostino ha giustamente notato, vi è un’esaltazione di Maria Santissima. Ella, infatti, è grande per aver concepito il Figlio di Dio fatto carne ma è ancora più grande in quanto “perfetta discepola” del Figlio, come definita da San Paolo VI nell’esortazione apostolica Marialis Cultus (1974). La Liturgia onora la Madonna con un formulario intitolato proprio “Maria, perfetta discepola del Signore”. Pertanto questa breve meditazione si conclude con una bella preghiera, la “colletta” di quel formulario liturgico: «Signore nostro Dio che hai fatto della Vergine Maria il modello di chi accoglie la tua Parola e la mette in pratica, apri il nostro cuore alla beatitudine dell’ascolto e con la forza del tuo Spirito fa’ che noi pure diventiamo luogo santo in cui la tua Parola di salvezza si compie, oggi e sempre».

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