In quel tempo, di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe. I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!». E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato». (Mc 2, 23-28)
Una delle prescrizioni antiche in Israele vietava la raccolta di qualunque cereale, per cui anche solo afferrare una manciata di frumento era considerata mietitura proibita. Per molto tempo il sabato si santificava astenendosi dal lavoro. Solo dopo l’esilio babilonese vennero assunte delle pratiche religiose – le preghiere in sinagoga – a cui ottemperava anche Gesù stesso. La critica che qui viene esposta, riguarda il modo in cui venivano vissute queste pratiche, rutinarie, fossilizzate e senza cuore, puramente esteriori. Dopo la diaspora vi furono forti reazioni in seno al mondo ebraico, con riprese altamente spirituali, che celebravano il sabato come nuovo sposalizio tra Dio e Israele. Secondo Freud il totem e il tabù, cioè la concezione magica della religione con uso di oggetti particolari e tante prescrizioni legali, è la manifestazione primordiale della religione, da cui poi si è sviluppata una dimensione più spirituale. Qui, ma più volte è citato nella Bibbia, accade un movimento contrario. E’ la corretta visione spirituale che scade lentamente, fino a somigliare al “totem e tabù”. Una visione legalistica e letteraria prende il sopravvento. Gesù riporta allora tutto al pregio genuino delle origini. E’ quanto hanno sempre richiamato tutti profeti. Gesù interviene però in modo singolare, come poteva fare solo il figlio di Dio – colui che è “luce da luce, Dio vero da Dio vero” – perché Lui è il “Signore del Sabato”. Nessun profeta ha mai osato di presentarsi in tal modo. Ma Gesù qui afferma di partecipare alla stessa autorità di chi ha creato il mondo. E’ un’esternazione di grande valore, al pari dell’affermare di avere il potere di rimettere i peccati. In modo originale l’evangelista Marco, afferma la divinità di Gesù Cristo, valorizzando il riposo e la visione equilibrata del tempo settimanale.