Domenica, 11 gennaio 2025

In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento». (Mt 3,13-17)


Il tempo liturgico di Natale viene portato a compimento dalla festa del Battesimo del Signore. Si tratta di un evento molto importante nella vita terrena di Gesù, riportato dai quattro evangelisti, fatto piuttosto raro, e richiamato anche nella predicazione cristiana degli Atti degli Apostoli. L’episodio del Battesimo di Nostro Signore ci introduce nel suo Mistero: Egli è “il prediletto”, l’Amato per eccellenza. Infatti, sulle rive del fiume Giordano, Gesù fece la dolcissima esperienza di sentire la sua vita posta sotto lo sguardo benevolente del Padre, che lo accompagnava con la sua approvazione e il suo compiacimento. Quando la vita umana è avvolta dal calore e dalla soavità dell’amore, allora essa, e tutto ciò che ne compone la trama, persone ed eventi, appare come un dono, al quale non si può che corrispondere con infinita gratitudine. L’intero Vangelo potrebbe essere riassunto in questo punto cruciale: quando Dio guarda a ciascuno di noi, gli ripete ciò che disse a Gesù nel giorno del Battesimo, “Tu sei il mio figlio prediletto e speciale, sono contento di te”. Dio Padre guarda a noi non per quello che siamo, ma per quello che in noi vede di Gesù. Nel profondo di noi stessi, noi tutti abbiamo bisogno di sapere che siamo accettati dagli altri, rassicurati del fatto che ciò che stiamo facendo nella vita è buono, è giusto, è valido. Il battesimo fu l’evento in cui, proprio all’inizio della sua missione pubblica, il Figlio di Dio fatto uomo ha ricevuto l’approvazione e la stima del Padre. Noi non facciamo eccezioni. Sentiamo il bisogno di essere amati e stimati, approvati e confermati, compresi e incoraggiati, consolati e illuminati. La nostra relazione filiale con Dio Padre è la sorgente di questa ricca ed esuberante energia di vita. Come Gesù, immergiamoci pure noi in questa consapevolezza, lasciamo che lo Spirito Santo ci guidi oggi, nel silenzio della nostra preghiera, a far vibrare queste corde del ringraziamento a Dio perché ama la nostra vita.

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