Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore. (Mt 1, 16.18-21.24a)
Questo è un testo sul discernimento di Giuseppe. Deve fare una scelta e prendere una decisione, che è un atto propriamente umano. “Optare è vivere”. Qualunque cosa facciamo durante il giorno, questa prende il posto di mille altre possibili. Vivere è un atto di costante elezione di qualcosa, a scapito di qualcos’altro. La nostra dimensione spazio temporale non ci permette di fare troppo cose insieme. Dobbiamo stare nello spartiacque della realtà che scandisce ciò che ho scelto di fare e ciò che ho escluso. E possono essere scelte definitive e drammatiche e in fondo lo sono poi sempre. Giuseppe ha un dubbio perché non riesce a vedere in Maria soltanto una ragazza madre che ha infranto la verginità da adultera. E’ un dubbio dovuto al contatto con la realtà evidente. Secondo la legge doveva ripudiarla. La scelta è quella che frequentemente accade tra due cose che non appaiono radicalmente bene o male, ma sembrano un bene entrambe, o male entrambe. Male è essere incinta anzi tempo, ma male è anche la lapidazione di una santa donna.
Oggi abbiamo tantissimi giovani fuori tempo massimo, bloccati nella vita, perché non riescono a fare delle scelte, gli mancano i parametri. Il relativismo genera questo stato di incomprensione tra ciò che è buono e cattivo. Vedi giovani a 35 – 40 anni con il problema drammatico di decidere. C’è sempre un che di inquietante nello scegliere il matrimonio, ma anche nel non sceglierlo. Allora Giuseppe salva capra e cavoli, ripudiando nel segreto Maria. Così non fa male a nessuno….. C’è chi lo definisce un “don abbondismo”. Qui c’è un maschio che deve decidere come fare il maschio. E’ come la generazione odierna. Deve fare contenti tutti. Non sa come esercitare la sua virilità, che è una cosa santa e meravigliosa quando è retta. Deve amministrarla e cerca di farlo in modo non dannoso. Il maschio oggi è così, la sua virilità lo imbarazza, cioè non riesce ad incidere sul reale, quindi ad essere fecondo e sposo, perché devono fare contente troppe istanze, e si vergogna anche di prendere una decisione.
Allora, a Giuseppe, in sogno appare un angelo del Signore. Col sonno entriamo nella fase più impotente, debole e fragile dell’umanità. Lì Adamo ricevette Eva. Qui Giuseppe deve tacere e ascoltare, è debolezza, ma anche bellezza. I nostri sogni rappresentano anche il massimo del bello in fantasia. Giuseppe crede alla cosa più bella e alta e soprannaturale che potesse pensare. Punta sul più alto e nobile dei compiti. “Prendi con te Maria perché è tua, ti appartiene”. Fallo per salvare dai peccati l’umanità intera, perché si compia ciò che Isaia aveva annunciato: una vergine partorirà un figlio. Accade lo straordinario di Dio, come risposta alla nostra povertà. Credere all’irruzione di Dio nella storia. L’animo umano cerca di fare discernimento ma tribola oltremodo, finché non si apre alla opera di Dio. Giuseppe dovrà svegliarsi e obbedire ad un sogno. Ci vuole virtù di coraggio per fare ciò che è irrazionale, oltre la tua misura. Ma si può salvare un matrimonio senza obbedire ad un antico sogno fra gli sposi? Si può obbedire ad una vocazione senza obbedire a qualcosa di immensamente nobile, un sogno d’amore che si è acceso in cuore? Si può fare la chiesa senza un bene massimo in cui credere? Se sei solo sobria ragione calcolante….dove vai? Solo presso soluzione mediocri, come la tentazione di Giuseppe di ripudiare Maria. Siamo alle porte di Pasqua, quindi lo straordinario viene a noi. La ragione umana è un grande strumento che esorta alla fede.