In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità. Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando. (Mc 6,1-6)
Al principio della sua predicazione Gesù, pur avendo stabilito la sua “base missionaria” nella città di Cafarnao, fa ritorno a Nazareth. In una delle sue visite si scontra con l’ostilità dei suoi compaesani che gli rimproverano sostanzialmente due cose: la presunzione di insegnare senza aver studiato presso una scuola rabbinica e l’ordinarietà della sua famiglia, che non poteva vantare alcun personaggio illustre. Non gli credono e lo rifiutano, suscitando la delusione e l’amarezza del Cuore umanissimo del Signore. I loro pregiudizi sono stati più forti di ogni evidenza e di ogni principio di conversione. Anzitutto, l’autorità dell’insegnamento di Nostro Signore sgorgava dalla sua unicità, dalla sua identità divina, dalla sua Sapienza incarnata. I nazareni, però, anziché riflettere sulla sublimità del suo insegnamento, si fermano banalmente a considerare i “titoli di studio”. Inoltre, pensando ai cugini e alle cugine di Gesù (è questo, infatti, il senso delle parole “fratello” e “sorelle”, consuetudine del mondo semitico, oggi e allora, così come annota san Gerolamo che è vissuto per quarant’anni in Terra Santa) e riferendosi alla Madre di Gesù, dimenticano che Ella, la Donna umile sulla quale il Signore Dio aveva rivolto il suo sguardo, custodiva nella riservatezza i doni straordinari di cui godeva; i nazareni invece si fermano alle apparenze, quel maledetto schermo che blocca lo sguardo del cuore e impedisce di entrare nel Mistero, apparenze che avvelenano le relazioni e rendono schiavi i nostri giovani. Una piccola nota: qualificando Gesù come “figlio di Maria”, lasciano intendere che Giuseppe aveva già concluso il suo pellegrinaggio terreno, forse già prima che Nostro Signore iniziasse la sua missione, e che Gesù era un abile professionista del tempo: la parola greca “falegname”, fa capire che Egli era anzitutto un progettista, un architetto e che, come in uso nel suo mondo, operasse anche manualmente ciò che aveva pensato, senza dimenticare che, in un civiltà ove moltissimi oggetti erano di legno, i “falegnami” erano persone che disponevano anche di una certo censo. Il pauperismo di Nostro Signore è un’altra leggenda da sfatare!