Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro. E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio”. (Lc 6,27-38)
Il testo del Vangelo che la liturgia propone quest’oggi raccoglie una serie d’insegnamenti di Nostro Signore con i quali Egli propone a chi lo segue di perfezionare la legge morale naturale, riconosciuta dalla ragione e dalla retta coscienza, con una serie di comportamenti ispirati dall’imitazione dell’amore divino: “Siate misericordiosi come il Padre vostro è misericordioso”. «Che cosa ci porteranno gli anni che sono davanti a noi? Come sarà l’avvenire dell’uomo sulla terra? A noi non è dato di saperlo. È certo tuttavia che accanto a nuovi progressi non mancheranno, purtroppo, esperienze dolorose. Ma la luce della divina misericordia, illuminerà il cammino degli uomini del terzo millennio». Sono le parole di un santo, Giovanni Paolo II, pronunziate nell’anno del grande giubileo, nel 2000, in occasione della canonizzazione di Santa Faustina Kowalska, un’umilissima suora polacca cui Nostro Signore ha consegnato un messaggio di cui il mondo, oggi più che mai, ha estremamente bisogno, un messaggio che coincide con il Vangelo tout court: la misericordia! Di misericordia divina abbiamo bisogno noi, anzitutto, perché siamo feriti dai dispiaceri della vita e siamo segnati dalla nostra storia personale di peccato; di misericordia divina hanno tanto bisogno i giovani delle nostre città e paesi, la cui condizione è stata descritta da un sociologo contemporaneo come quella delle “passioni tristi”; di misericordia divina hanno bisogno tante persone che incontriamo, che, come l’uomo della parabola del Buon Samaritano, sono state derubate dei beni più preziosi, come la speranza, e sono in attesa di un cuore buono che si prenda cura di loro. La “segretaria della misericordia”, com’è stata definita Santa Faustina, insegna, nel suo Diario, un vero best-seller da leggere almeno una volta nella vita, che la misericordia va chiesta per sé e per gli altri – ed ecco la Coroncina recitata da milioni di anime nel mondo – , che va praticata verso il prossimo e che va accompagnata da una costante conversione di vita.