In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: “Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio”. Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: “Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!”. Egli rispose: “Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele”. Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: “Signore, aiutami!”. Ed egli rispose: “Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini”. “È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni”.Allora Gesù le replicò: “Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri”. E da quell’istante sua figlia fu guarita. (Mt 15,21-28)
Il testo del Vangelo può essere diviso in tre parti. Nella prima, brevissima, vi è l’ambientazione: Nostro Signore si reca nel territorio dell’attuale Libano, oltre la Terra Santa, perché la sua salvezza è universale. Al di là dell’apparente durezza che mostra inizialmente, il suo cuore è sempre compassionevole e i pagani che l’antico Israele definiva per disprezzo “cani”, sulla sua bocca diventano affettuosamente dei “cagnolini”. Nella seconda parte vi è la richiesta accorata della donna, seguita dal silenzio del Signore e dalla protesta dei discepoli. Il silenzio di Dio di fronte alle nostre preghiere inesaudite! È uno dei misteri più grandi della nostra fede. In una memorabile udienza del 7 marzo 2007, il grandissimo Papa Benedetto XVI tenne una catechesi su questo argomento e dichiarò: «il silenzio di Dio è un’espressione importante della stessa parola divina» che aiuta il credente a creare uno spazio interiore per accogliere la Rivelazione, il Dono, la Grazia. La terza parte della pericope è dedicata al dialogo tra il Signore e la donna cananea che viene esaudita suscitando l’ammirazione di Cristo per la fede manifestata. La grandezza della fede è perseveranza nella preghiera, è anche ragionamento coraggioso (i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni), è ascolto di Cristo che può modificare il nostro punto di vista e condurci a mete più elevate. Preghiamo così: «Signore Gesù, spesso davanti al Tuo silenzio ci scoraggiamo e pensiamo che Tu non ci ascolti. Donaci la fede umile e tenace della donna Cananea. Insegnaci a non arrenderci quando la vita si fa dura e le risposte tardano ad arrivare. Aiutaci a capire che basta una sola briciola della Tua grazia per guarire le nostre ferite e quelle delle persone che amiamo. Rompi le barriere dei nostri cuori e rendici capaci di fidarci di Te, sempre».
In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: “Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio”. Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: “Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!”. Egli rispose: “Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele”. Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: “Signore, aiutami!”. Ed egli rispose: “Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini”. “È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni”.Allora Gesù le replicò: “Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri”. E da quell’istante sua figlia fu guarita. (Mt 15,21-28)
Il testo del Vangelo può essere diviso in tre parti. Nella prima, brevissima, vi è l’ambientazione: Nostro Signore si reca nel territorio dell’attuale Libano, oltre la Terra Santa, perché la sua salvezza è universale. Al di là dell’apparente durezza che mostra inizialmente, il suo cuore è sempre compassionevole e i pagani che l’antico Israele definiva per disprezzo “cani”, sulla sua bocca diventano affettuosamente dei “cagnolini”. Nella seconda parte vi è la richiesta accorata della donna, seguita dal silenzio del Signore e dalla protesta dei discepoli. Il silenzio di Dio di fronte alle nostre preghiere inesaudite! È uno dei misteri più grandi della nostra fede. In una memorabile udienza del 7 marzo 2007, il grandissimo Papa Benedetto XVI tenne una catechesi su questo argomento e dichiarò: «il silenzio di Dio è un’espressione importante della stessa parola divina» che aiuta il credente a creare uno spazio interiore per accogliere la Rivelazione, il Dono, la Grazia. La terza parte della pericope è dedicata al dialogo tra il Signore e la donna cananea che viene esaudita suscitando l’ammirazione di Cristo per la fede manifestata. La grandezza della fede è perseveranza nella preghiera, è anche ragionamento coraggioso (i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni), è ascolto di Cristo che può modificare il nostro punto di vista e condurci a mete più elevate. Preghiamo così: «Signore Gesù, spesso davanti al Tuo silenzio ci scoraggiamo e pensiamo che Tu non ci ascolti. Donaci la fede umile e tenace della donna Cananea. Insegnaci a non arrenderci quando la vita si fa dura e le risposte tardano ad arrivare. Aiutaci a capire che basta una sola briciola della Tua grazia per guarire le nostre ferite e quelle delle persone che amiamo. Rompi le barriere dei nostri cuori e rendici capaci di fidarci di Te, sempre».