In quel tempo, dissero i discepoli a Gesù: «Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velato. Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t’interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio».Rispose loro Gesù: «Adesso credete? Ecco, viene l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me.Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!». (Gv 16,29-33)
La Chiesa ha celebrato l’Ascensione e, tuttavia, in questi giorni ci propone dei testi del Santo Vangelo che riportano insegnamenti dati da Nostro Signore prima di quell’evento perché essi si comprendono meglio alla luce del suo Mistero Pasquale. Si tratta di discorsi tenuti nell’intimità del Cenacolo e che Giovanni, il quarto evangelista, ci ha trasmesso con fedeltà. All’inizio c’è un dialogo venato di un poco d’ironia, come ha notato anche un esegeta protestante, per quanto autore del tutto improbandus, Rudolf Bultmann. Gli Apostoli pensano di aver capito tutto del Mistero del Maestro e lo dichiarano apertamente: “Per questo crediamo che sei uscito da Dio”. E Nostro Signore commenta con una domanda che sembra pronunziata con un sorriso sulle labbra: “Adesso credete?”. In realtà, la loro fede è ancora incompleta e soprattutto debole: lo dimostreranno dopo poche ore al momento dell’arresto del loro Maestro. Ecco dunque il primo monito: Domine adauge finem nostram! Poi il Signore prosegue dichiarando la lotta che il mondo ingaggia incessantemente contro la Chiesa. è il segno della sua fedeltà al Maestro. Di fronte, dunque, alle tribolazioni che il mondo infligge (e può accadere talvolta persino che anche membri della Chiesa affliggano i loro fratelli), il Signore non chiede di adattarsi alla mentalità del mondo, ma di rafforzare la relazione con Lui, fonte di ogni pace. Scrive Sant’Agostino, insuperabile commentatore del IV Vangelo: «Questa pace è il fine di ogni nostra intenzione pia. Per essa siamo istruiti, per essa operiamo; in essa troviamo la nostra perfezione e il nostro riposo senza fine». Umiltà nella fede, pace nel Signore. I due insegnamenti odierni. E con Sant’Agostino concludiamo la nostra meditazione odierna. «Egli ha vinto il mondo affinché, seguendo il nostro Capitano, anche noi vinciamo il mondo. Ma il mondo vince colui che non ha la pace in Cristo. Infatti, il mondo ci vince o lusingandoci o spaventandoci; ma noi lo vinciamo non cedendo alle sue lusinghe e non lasciandoci abbattere dalle sue minacce».