don Marco Savoia: il diaconato, dono e mistero in cammino verso il sacerdozio

Carissimi amici,

martedì 8 dicembre 2015, Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, sono stato ordinato diacono a Pontremoli da Mons. Giovanni Santucci, Vescovo di Massa Carrara-Pontremoli.

San Giovanni Paolo II, in un famoso libro, definì il presbiterato come dono e mistero; sono profondamente convinto che lo stesso valga per il diaconato, anzi forse ancora di più essendo il momento decisivo nel cammino verso il sacerdozio.

È un “dono” perché io non ho scelto nulla, ho semplicemente scelto, con tutto me stesso, di accettare la sua chiamata. Sono immensamente grato e gioioso di questa chiamata che mi porta a donarmi completamente a Dio e ai fratelli. Fidarmi di Gesù è stata la miglior scelta della mia vita.

Durante i primi anni delle scuole superiori il mio cuore era inquieto: desideravo spendere la mia vita per qualcosa di grande, ma non riuscivo a capire quale fosse il progetto di Dio su di me. Un amico mi disse: “Prega il rosario e chiedi che ti venga mostrata la tua vocazione”. Cominciai così ad andare sempre più spesso nel Santuario di Roveleto di Cadeo, mio paese d’origine, per pregare e riflettere, affidando alla Vergine del Carmelo la mia vita.

Compresi che il Signore mi chiamava a diventare sacerdote: questo era il disegno che Dio aveva su di me, affinché potessi amare al massimo delle mie possibilità su questa terra e contribuire, nella mia piccolezza, alla missione di Dio nella storia. All’inizio non fu facile perché mai avrei immaginato questo per me. Terminai il liceo e subito chiesi di essere ammesso in seminario in questa Fraternità di preti e seminaristi che conobbi fin da piccolo con i campeggi organizzati da don Carlo Solenghi, parroco di Fontana Fredda (PC) e della quale rimasi affascinato, soprattutto per la bellezza della vita comune sacerdotale.

Questi cinque anni e mezzo di seminario sono stati un’occasione di grande crescita e preparazione. Mi sono nutrito quotidianamente dell’Eucarestia e della Parola di Dio, cercando ogni giorno di crescere nella fede, nella speranza e nella carità. Ci sono stati, ovviamente, anche periodi difficili e bui, giorni in cui il Signore sembrava lontano e la mia vita vacillante, ma sono stati forse, proprio essi, ciò che più mi ha forgiato e insegnato che nella vita non conta fare ciò che dice l’istinto o il desiderio passeggero, ma conta solo fare la volontà di Dio, unico modo per diventare veramente liberi e felici. Santa Teresa di Lisieux scrisse: “La perfezione consiste nel fare la sua volontà, nell’essere come vuole lui”, e precisamente in questa prospettiva voglio vivere e morire. Sono certo che Dio sta guidando i miei passi e che mi darà la forza necessaria per sostenere il cammino.

Ed ecco che alcuni giorni fa, per mezzo dell’imposizione delle mani del Vescovo, ho iniziato il mio ministero nella Santa Chiesa come diacono.

È difficile esprimere la gioia che ho sperimentato. In modo particolare, durante la Santa Messa, ho avuto una forte percezione dell’amore di Dio nei miei confronti. Dire “Dio ama gli uomini” è certamente una frase vera, ma sperimentare in profondità che “Dio mi ama per davvero per quello che sono, mi chiama per nome, mi ha consegnato un cammino da compiere, un progetto di amore, ed io gli sono caro” è stato qualcosa di sconvolgente. Un canto famoso dice: “Come lo sapesse che il mio nome era proprio quello…non lo so”. È il mistero grande della vocazione che riguarda ciascuno di noi, nessuno escluso. Qualunque sia la nostra strada, dalla vita matrimoniale a quella religiosa, seguire Gesù e dare la vita per Lui è la cosa più bella e grande che si possa fare. Lui ha pensato a noi, a me, quando ancora non esisteva uno dei miei giorni. Quando ci capita di sentirci soli, a volte succede, non dobbiamo dimenticarci che c’è Qualcuno che non smetterà mai di amarci, nonostante i nostri peccati e i nostri limiti. Don Divo Barsotti, sacerdote pisano, scrisse: “Ho compreso il valore della mia vita perché Tu me l’hai chiesta”. È stato un giorno indimenticabile, ed è solo l’inizio!

Una grazia straordinaria è stata quella di essere ordinato il giorno in cui, a Roma, è iniziato il “Giubileo straordinario della Misericordia”, indetto da Papa Francesco. Precisamente nello sperimentare personalmente sempre più la misericordia di Dio e nel donarla ai fratelli, a tutti coloro che incontrerò nel mio cammino, intravedo l’essenza profonda del mio futuro ministero. È un immenso dono di Dio questa coincidenza e non posso fare a meno di leggere in ciò una speciale chiamata, una via tracciata dal Signore. Desidero essere uno strumento nelle mani di Dio per annunciare agli uomini che Egli è buono, ed eterna è la sua misericordia.

don Marco

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